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Callicebus
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top
mwbamwbqCallicebus mwbgThomas, 1903 è un mwbwgenere di mwcascimmie mwcqsudamericane appartenente alla mwcgfamiglia mwcwPitheciidae, unico genere della mwdasottofamiglia mwdqCallicebinaecite-ref-1[1].

Al genere vengono ascritti gli animali conosciuti col nome comune complessivo di mwewcallicebi o mwfatití: essi vivono prevalentemente nella mwfqforesta pluviale mwfgamazzonica di mwfwColombia meridionale, mwgaPerù, mwgqBrasile e mwggParaguay settentrionale.

Contents

Stato
Note

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Descrizione

Si tratta di animali di medie dimensioni (lunghezza totale compresa fra il mezzo metro ed i 90mwhg cm), per un peso che raramente supera il chilogrammo: le varie specie sono piuttosto simili fra loro morfologicamente, ma presentano colori differenti. Generalmente, il pelo, lungo e soffice al tatto, tende a schiarirsi nella zona ventrale, mentre alcune specie presentano disegni scuri o chiari, contrastanti col colore del resto del mantello, sulla fronte. Gli esemplari ascritti al mwhwsottogenere mwiaTorquatus presentano un collare bianco attorno al collo. La coda, semiprensile, è più lunga del corpo e ricoperta di pelo.

Biologia

Si tratta di animali diurni ed arboricoli, molto agili ed attivi, che utilizzano le zampe posteriori, leggermente più lunghe di quelle anteriori, per saltellare di ramo in ramo (il loro nome in mwiwtedesco è mwjaSpringaffen, "scimmie saltatrici"), che prediligono le zone di foresta densa nei pressi di fonti d'acqua permanenti: di notte si riposano assieme in cavità dei tronchi d'albero, ma anche nelle ore più torride della giornata possono rifugiarsi nella vegetazione più fitta per sfuggire al calore in stato di torpore.

Vivono in gruppi familiari, formati da una coppia riproduttrice coi propri cuccioli di età differenti, per un totale di 2-7 individui per gruppo: ciascun gruppo delimita tramite vocalizzazioni e secreti di una ghiandola posta sul mento un proprio territorio, il quale viene difeso accanitamente da eventuali intrusi. Gli appartenenti allo stesso gruppo sono assai sociali fra loro: non è raro osservare questi animali, nei momenti di mwlqrelax, intrecciare le proprie code oppure effettuare il mwlgmwlwgrooming reciproco.

Si nutrono principalmente di frutta matura, anche se non disdegnano mangiare altro materiale di origine vegetale (foglie, fiori) ed animale (mwmqinvertebrati, piccoli mwmgvertebrati e le loro uova)cite-ref-2[2].

I titi formano coppie monogame e durature: la mwoagestazione dura circa cinque mesi, al termine dei quali la femmina dà alla luce un unico cucciolo ed assai raramente (meno del 2% dei parti totalicite-ref-3[3]) dei gemelli. In questo caso, spesso la madre abbandona uno dei cuccioli, spesso l'ultimo nato: quest'ultimo può tuttavia venire adottato da esemplari dei gruppi vicini, attratti dai suoi richiamicite-ref-4[4].
I cuccioli, curati principalmente dal padre, vengono svezzati attorno ai cinque mesi d'età ed a due anni raggiungono la taglia definitiva: non si allontanano tuttavia dal proprio gruppo familiare prima di aver compiuto almeno tre anni.

In cattività, esemplari della specie mwqwmwraCallicebus moloch sono vissuti per oltre 25 anni: in natura, la speranza di vita di questi animali è stimata attorno ai 13 anni: le specie del sottogenere mwrqTorquatus vivono invece attorno ai 12 anni allo stato bradocite-ref-rowe-5-0[5].

Tassonomia

In passato i generi mwtaCallicebus e mwtqmwtgTorquatus venivano ambedue ascritti alla famiglia mwtwCallitrichidae, attualmente considerata una sottofamiglia dei mwuaCebidi; in seguito, i due generi vennero piazzati in una famiglia a sé stante (Callicebidae). Attualmente il genere mwuqCallicebus, comprendente i sottogeneri mwugCallicebus e mwuwTorquatus, è considerato l'unico genere della mwvasottofamiglia Callicebinae (famiglia mwvqPitheciidae).

Sino al 1963 al genere mwvwCallicebus venivano ascritte solo due mwwaspecie: mwwqmwwgCallicebus moloch, con 7 mwwwsottospecie, e mwxamwxqCallicebus torquatus, con 3 sottospeciecite-ref-hershkovitz1963-6-0[6].

Nei decenni successivi il numero di specie ascritte al genere è notevolmente aumentato. Tale fenomeno è dovuto a due fattori: la scoperta di nuove specie, a seguito di nuove spedizioni in territori inesplorati o scarsamente conosciuti del mwywbacino amazzonico, e la tendenza di molti studiosi odierni allo scorporo delle mwzasottospecie dalle specie nominali, in accordo col concetto di mwzqspecie mwzgecologica piuttosto che mwzwbiologica.

Una revisione sistematica del 1990 portava a 13 le specie riconosciute, con complessivi 25 mwaqtaxa suddivisi in quattro gruppi (gruppo mwagC.mwaw modestus, gruppo mwbaC.mwbq donacophilus, gruppo mwbgC.mwbw moloch e gruppo mwcaC.mwcq torquatus).cite-ref-hershkovitz1990-7-0[7]

Nel 2002, una revione di van Roosmalen et al. ha portato a 28 il numero delle specie note, suddividendole in cinque mwdwcladicite-ref-roosmalen2002-8-0[8]:

• gruppo mwfgCallicebus donacophilus: mwfwmwgaCallicebus modestus, mwgqCallicebus donacophilus, mwggCallicebus pallescens (in precedenza considerata una sottospecie di mwgwC. donacophilus),mwha mwhqCallicebus olallae e mwhgmwhwCallicebus oenanthe.
• gruppo mwiqCallicebus moloch: mwigmwiwCallicebus cinerascens, mwjaCallicebus hoffmannsi, mwjqCallicebus baptista (in precedenza considerata una sottospecie di mwjgC. hoffmannsi), mwjwmwkaCallicebus brunneus, mwkqCallicebus moloch e mwkgmwkwCallicebus bernhardi.
• gruppo mwlqCallicebus cupreus: mwlgmwlwCallicebus cupreus, mwmamwmqCallicebus discolor (in precedenza considerata una sottospecie di mwmgC. cupreus), mwmwmwnaCallicebus ornatus (in precedenza considerata una sottospecie di mwnqC. cupreus), mwngmwnwCallicebus caligatus, mwoamwoqCallicebus dubius e mwogmwowCallicebus stephennashi.
• gruppo mwpqCallicebus torquatus: mwpgmwpwCallicebus torquatus, mwqamwqqCallicebus lugens (in precedenza considerata una sottospecie di mwqgC. torquatus), mwqwmwraCallicebus purinus (in precedenza considerata una sottospecie di C. torquatus), mwrqmwrgCallicebus lucifer (in precedenza considerata una sottospecie di mwrwC. torquatus), mwsamwsqCallicebus regulus (in precedenza considerata una sottospecie di mwsgC. torquatus) e mwswmwtaCallicebus medemi (in precedenza considerata una sottospecie di mwtqC. torquatus).
• gruppo mwtwCallicebus personatus: mwuamwuqCallicebus personatus, mwugmwuwCallicebus melanochir (in precedenza considerata una sottospecie di mwvaC. personatus), mwvqmwvgCallicebus nigrifrons (in precedenza considerata una sottospecie di mwvwC. personatus), mwwamwwqCallicebus barbarabrownae (in precedenza considerata una sottospecie di mwwgC. personatus) e mwwwmwxaCallicebus coimbrai.

Tale classificazione è sostanzialmente adottata anche da Wilson nella terza edizione dell'opera mwxgMammal species of the World (2005) che riconosce per l'appunto 28 speciecite-ref-msw-9-0[9]. Successivamente alla pubblicazione dell'opera sono state descritte altre 5 nuove specie: mwywmwzaCallicebus aureipalatiicite-ref-wallace2005-10-0[10], mw0qmw0gCallicebus caquetensiscite-ref-defler2010-11-0[11], mw1wCallicebus vieiraicite-ref-gualda-barros2012-12-0[12], mw3qCallicebus miltonicite-ref-dalponte2014-13-0[13], mw4wmw5aCallicebus urubambensiscite-ref-vermeer2015-14-0[14].

Pertanto al 2015 le specie riconosciute sono 33, così suddivise:cite-ref-roosmalen2002-8-1[8]cite-ref-msw-9-1[9]cite-ref-wallace2005-10-1[10]cite-ref-defler2010-11-1[11]cite-ref-gualda-barros2012-12-1[12]cite-ref-dalponte2014-13-1[13]cite-ref-vermeer2015-14-1[14]

• Sottogenere mwaqgCallicebus

• Gruppo mwaqsC. cupreus

• mwaq4mwaq8Callicebus aureipalatii mwaraWallace, 2005 - callicebo GoldenPalace.comcite-ref-wallace2005-10-2[10]
• mwarymwarcCallicebus caligatus (mwargWagner, 1842) - callicebo dal ventre rosso
• mwaromwarsCallicebus caquetensis mwarwDefler et al., 2010 - callicebo di Caquetàcite-ref-defler2010-11-2[11]
• mwasimwasmCallicebus cupreus (mwasqSpix, 1823) - callicebo rosso
• mwasymwascCallicebus discolor (mwasgI. Geoffroy & Deville, 1848) - callicebo dalla coda bianca
• mwasomwassCallicebus dubius mwaswHershkovitz, 1988 - callicebo misterioso
• mwas4mwas8Callicebus ornatus (mwataGray, 1866) - callicebo ornato
• mwatimwatmCallicebus stephennashi mwatqvan Roosmalen et al., 2002 - callicebo di Stephen Nash

• Gruppo mwatyC. donacophilus

• mwatkmwatoCallicebus donacophilus (mwatsd'Orbigny, 1836) - callicebo della Bolivia
• mwat0mwat4Callicebus modestus mwat8Lönnberg, 1939 - callicebo di Lonnberg
• mwauemwauiCallicebus oenanthe mwaumThomas, 1924 - callicebo delle Ande
• mwauumwauyCallicebus olallae mwaucLönnberg, 1939 - callicebo del Rio Beni
• mwaukmwauoCallicebus pallescens mwausThomas, 1907 - callicebo bianco
• mwau0mwau4Callicebus urubambensis mwau8Vermeer & Tello-Alvarado, 2015 - callicebo dell'Urubambacite-ref-vermeer2015-14-2[14]

• Gruppo mwavuC. moloch

• mwavgmwavkCallicebus baptista mwavoLönnberg, 1939 - callicebo del Lago Baptista
• mwavwmwav0Callicebus bernhardi mwav4van Roosmalen et al., 2002 - callicebo del Principe Bernardo
• mwawamwaweCallicebus brunneus (mwawiWagner, 1842) - callicebo bruno
• mwawqmwawuCallicebus cinerascens (mwawySpix, 1823) - callicebo cenerino
• mwawgmwawkCallicebus hoffmannsi mwawoThomas, 1908 - callicebo di Hoffmann
• mwawwCallicebus miltoni mwaw4Dalponte, Ennes Silva & de Sousa e Silva Jr., 2014 - callicebo di Miltoncite-ref-dalponte2014-13-2[13]
• mwaxqmwaxuCallicebus moloch (mwaxyHoffmannsegg, 1807) - callicebo grigio
• mwaxgCallicebus vieirai mwaxoGualda-Barros, Nascimento & Amaral, 2012 - callicebo di Vieiracite-ref-gualda-barros2012-12-2[12]

• Gruppo mwayaC. personatus

• mwaymmwayqCallicebus barbarabrownae mwayuHershkovitz, 1990 - callicebo di Barbara Brown
• mwaycmwaygCallicebus coimbrai mwaykKobayashi & Langguth, 1999 - callicebo di Coimbra Filho
• mwaysmwaywCallicebus melanochir (mway0Wied-Neuwied, 1820) - callicebo costiero
• mway8mwazaCallicebus nigrifrons (mwazeSpix, 1823) - callicebo dalla fronte nera
• mwazmmwazqCallicebus personatus (mwazuÉ. Geoffroy, 1812) - callicebo mascherato

• Sottogenere mwazcmwazgTorquatus

• mwazsmwazwCallicebus lucifer mwaz0Thomas, 1914 - callicebo lucifero
• mwaz8mwaaaCallicebus lugens (mwaaeHumboldt, 1811) - callicebo nero
• mwaammwaaqCallicebus medemi mwaauHershkovitz, 1963 - callicebo colombiano
• mwaacmwaagCallicebus purinus mwaakThomas, 1927 - callicebo del Rio Purus
• mwaasmwaawCallicebus regulus mwaa0Thomas, 1927 - callicebo dalla testa rossa
• mwaa8mwabaCallicebus torquatus (mwabeHoffmannsegg, 1807) - callicebo dal collare

Stato

Le popolazioni delle varie specie sono presenti con consistenza diversa in mwabqBolivia, mwabuBrasile, mwabyColombia, mwabcEcuador, mwabgPerù e mwabkVenezuela. Del totale, tre quarti sono in Brasile, di cui 19 endemici. Oltre la metà delle 35 specie ancora esistenti, e per le quali sono disponibili i dati, sono incluse nella categoria "a rischio minimo", le altre specie della sottofamiglia Callicebinae sono a diverso (anche grave) grado di rischio di estinzione: sei specie sono classificate come “In pericolo critico”, due come “in pericolo”, cinque come “vulnerabile” e due come “prossimo alla minaccia”. Delle specie "in pericolo critico", quattro sono state elencate tra i 25 mwaboprimati più minacciati al mondo: mwabsC. barbarabrownae nel 2012cite-ref-mittermeier-2012-15-0[15], mwacaP. oenanthe nel 2014cite-ref-vermeer-2014-16-0[16], mwacuP. caquetensis nel 2017cite-ref-defler-2017-17-0[17], mwacoP. olallae nel 2020cite-ref-martinez-2020-18-0[18], mwac8P. grovesi nel 2022cite-ref-boubli-2022-19-0[19]

C'è una tendenza generalizzata al declino, con solo quattro specie “Stabili”. Si sospetta che le popolazioni di diverse specie (37%) abbiano subito una riduzione compresa tra il 20% e l'80% negli ultimi 24 anni (tre generazioni) e che tale riduzione sia destinata a continuare. Inoltre, mancano dati sufficienti per valutare l'estensione per 14 specie (40%), quasi tutte ricadenti nella categoria “a rischio minimo”. Tale situazione dovrebbe indurre a considerare con cautela l'attendibilità delle stime e l'opportunità di una loro revisionecite-ref-red-list-titi-monkeys-20-0[20].

Conservazione

mwadsMinacce

L'eccessivo consumo di foreste naturali dovuto alla raccolta del mwad0legname, agli mwad4incendi, all'allevamento del bestiame, alle colture da reddito (mwad8canna da zucchero, mwaeacoca, mwaeepalma da olio) e allo sviluppo dell'agricoltura itinerante ha provocato una diffusa mwaeideforestazione e perdita di habitat e, di conseguenza, frammentazione e popolazioni isolate. Inoltre: a) le mwaemautostrade Transamazônica e Santarém-Cuiabá e la costruzione e/o il miglioramento di nuove strade potrebbero anche promuovere l'espansione dell'agricoltura e dell'allevamento e anche aumentare la pressione venatoria; b) la realizzazione degli impianti idroelettrici di São Luís sul fiume Tapajós comporta la perdita di habitat e la costruzione di ulteriori impianti può inoltre incidere ulteriormente su parti di popolazioni; e c) vi è una minaccia generale di distruzione dell'habitat correlata all'esplorazione e allo sfruttamento pianificati di mwaeqidrocarburi. Al contrario, una decina di specie fortunate vive in regioni remote, ancora isolate e non considerate immediatamente minacciate.

In sintesi, le principali minacce per queste specie sono gli insediamenti rurali, l'agricoltura, l'espansione urbana, il disboscamento, l'estensione delle reti stradali ed energetiche, l'estrazione mineraria, la riduzione dell'habitat e la caccia. Si prevede, inoltre, che il processo in corso di declassamento, ridimensionamento e degazzettamento delle aree protette e il cambiamento climatico provocheranno un calo della popolazione, anche all'interno delle aree protette.

mwaecAzioni

Numerose azioni sono state attuate con successo a diversi livelli per far fronte al declino delle popolazioni che colpisce la maggior parte delle specie e dovrebbero essere proseguite. Ampie aree di terreno boschivo assegnate a comunità ben organizzate hanno svolto, e possono continuare a svolgere, un ruolo chiave nelle iniziative di conservazione. Le riserve indigene locali, le riserve private e una manciata di aree protette non federali e statali forniscono una certa protezione. La perdita di foreste deve essere mitigata o evitata mediante la creazione di nuove riserve private e governative e l'applicazione della legge per proteggere le "riserve legali". Il degrado forestale deve essere evitato anche mediante la prevenzione degli incendi e del disboscamento, che è stato recentemente intensificato dagli accaparratori di terreni incoraggiati dalla mancanza di applicazione.

Inoltre, con l'obiettivo di ridurre la pressione sulle popolazioni residue, dovrebbero essere adottate maggiori restrizioni e misure di mitigazione sia a livello federale che statale, per la creazione di nuovi insediamenti rurali e nei processi di autorizzazione ambientale (come gasdotti e centrali idroelettriche). Altre misure decisive includerebbero la sostituzione di vaste aree a monocoltura, che usano prodotti chimici, con modelli più sostenibili di uso del suolo, come l’agroforesteria e la produzione alimentare agroecologica. In alcune regioni dovrebbero essere sostenute le autorità già interessate a consolidare l'ecoturismo come opzione più sostenibile per lo sviluppo locale. I piani nazionali di conservazione e gestione sono attualmente in fase di sviluppo e/o attuazione. Tra questi, alcuni potrebbero rappresentare un valido riferimento per la replicazione e lo sviluppo, come il “Piano d'azione nazionale per la conservazione dei primati nord-orientali” (coordinato dal “Centro nazionale per la ricerca e la conservazione dei primati brasiliani”), che stabilisce obiettivi per proteggere gli habitat rimanenti della specie e consolidare la connettività tra le popolazioni. Inoltre, la ricerca è necessaria per colmare le lacune nelle conoscenze biologiche ed ecologiche. Questa conoscenza aiuterà nello sviluppo di appropriati programmi di monitoraggio delle popolazioni di mwaeoCallicebus per determinare in che modo le diverse pressioni derivate dalle attività umane influenzino le scimmie e per sviluppare migliori misure di protezionecite-ref-red-list-titi-monkeys-20-1[20].

Note

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Collegamenti esterni

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